venerdì 28 agosto 2026

TEATRO FRANCO PARENTI

 



ABBONAMENTO LIBERO - 8 Spettacoli – Settore B

a scelta su tutto il cartellone da Ottobre 2026 a Luglio 2027 (salvo diversa indicazione)

144 euro anziché 160 euro (18 euro a spettacolo)

Nominale non cedibile

DI COPPIA – (8x2)

288 euro anziché 320 euro (18 euro a spettacolo)

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ABBONAMENTO 5 Spettacoli – Settore B

Valido solo per le repliche del martedì e del mercoledì e per i titoli presenti nell’opuscolo, esclusi: Tutti gli uomini che non sono, Nessuno. Le avventure di Ulisse

90 euro (18 euro a spettacolo)

Nominale non cedibile

DI COPPIA – (5x2)

180 euro (18 euro a spettacolo)

Nominale – Settore B

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 CARD – Settore B

Da usare con chi vuoi, anche la stessa sera, per lo stesso spettacolo

a scelta su tutto il cartellone da Ottobre 2026 a Luglio 2027 (salvo diversa indicazione)

4 INGRESSI

84 euro anziché 96 euro (21 euro a spettacolo)

6 INGRESSI

123 euro anziché 138 euro (20,50 euro a spettacolo)

8 INGRESSI

160 euro anziché 176 euro (20 euro a spettacolo)

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STAGIONE 2026 - 2027

 Dal 6 al 18 ottobre 2026 | Sala Grande

ARRIVATO A QUESTO PUNTO – di e con Gioele Dix

Che succede quando i nostri ricordi cominciano a sbiadire o a disperdersi? A quali espedienti ricorrere per non dimenticare fatti e parole del nostro passato, sia remoto che prossimo? Nel suo nuovo spettacolo Gioele Dix affronta in scioltezza il tema della memoria e delle sue intermittenze. Il protagonista ricostruisce la propria identità attraverso i suoni, le musiche e persino i rumori che gli appartengono. Passando da una barzelletta incompiuta ai racconti del padre superstite dell’olocausto, mescolando voci umane ed effetti sonori, dolci sinfonie e ronzii molesti, Dix mette in scena un’intensa, ironica indagine interiore in cui è possibile, persino benefico specchiarsi. E rende omaggio al teatro, antica arte capace di evocare senza l’uso (e l’abuso) di immagini. Proteggendo con umorismo i sentimenti dalla retorica, invita a ridere delle proprie fragilità per riconciliarsi con la vita… almeno fi no alla prossima amnesia.

 Dal 14 ottobre al 15 novembre 2026| Sala A2A

COST OF LIVING di Martyna Majok - regia RAPHAEL TOBIA VOGEL con (in o.a.) SARA BERTELÀ, FILIPPO LAI, PIETRO MICCI, MARTINA SAMMARCO

Vincitore del Premio Pulitzer 2018 per la Drammaturgia, Cost of Living dell'autrice polacco-americana Martyna Majok, scardina gli stereotipi legati alla disabilità e indaga le relazioni di dipendenza, cura e bisogno che attraversano ogni esistenza. Con una scrittura lucida, ironica e profondamente umana, il testo esplora, attraverso due storie speculari, temi quali la dignità, il privilegio, la solitudine e il costo della vita in termini economici, ma soprattutto emotivi. Eddie, un camionista disoccupato, e l'ex moglie Ani, si ritrovano dopo che un incidente l’ha resa tetraplegica. Parallelamente John, brillante dottorando affetto da paralisi cerebrale, assume come assistente Jess, una giovane donna alle prese con le proprie fragilità. Due relazioni fondate sulla cura e sulla reciproca dipendenza diventano il terreno su cui si misurano desiderio di autonomia, bisogno dell’altro e ricerca di dignità. La regia di Raphael Tobia Vogel, asciutta e rigorosa, sostiene con sensibilità la complessità della scrittura. La straordinaria intesa tra i quattro interpreti restituisce tutta l’umanità di personaggi profondamente veri e contraddittori e di un testo tra i più significativi della drammaturgia contemporanea.

 Dal 27 ottobre al 1° novembre 2026 | Sala Grande

INSIEME – testo e regia FABIO MARRA con LAURA MORANTE e con Eugenia Costantini, Fabio Marra, Sonia Palau.

Laura Morante protagonista di un testo che ha consacrato Fabio Marra come una delle voci più originali della drammaturgia europea contemporanea. Premio Molière, tradotto in quattordici lingue e rappresentato nei teatri di tutto il mondo, Insieme ha conquistato pubblico e critica grazie a uno sguardo profondo e umano sulle relazioni familiari. Una madre che ha dedicato la vita a suo figlio Michele, un ragazzo con disabilità e una figlia cresciuta all’ombra di quell’amore esclusivo compongono il nucleo di una famiglia attraversata da fragilità, incomprensioni e legami profondissimi. In questa storia intima e universale, Fabio Marra affronta senza ipocrisie il tema della disabilità, interrogandosi sul significato di normalità, sul bisogno di essere accolti e sulla capacità di superare paure e pregiudizi scardinando l'obbligo di essere normali a tutti i costi.

Dal 3 15 novembre 2026 | Sala Blu

LEZIONE D’AMORE – Sinfonia di un incontro - uno spettacolo di ANDRÉE RUTH SHAMMAH testo di Andrée Ruth Shammah e Federica Di Rosa - Produzione Teatro Franco Parenti “… pensando a Harold e Maude e a Madame Pylinska e il segreto di Chopin” con MILENA VUKOTIC, Federico De Giacomo e Andrea Soffiantini

Dopo il successo registrato per ben tre stagioni, torna il poetico e commovente spettacolo di Andrée Ruth Shammah scritto per la grazia e la sensibilità di Milena Vukotic. In una Parigi sospesa tra sogno e memoria, l’incontro tra Madame A., ex musicista dalla vitalità contagiosa, e un giovane smarrito – Federico De Giacomo – dà vita a un inatteso percorso di crescita reciproca. Tra parole, silenzi e musica, lo spettacolo riflette sul tempo che passa, sull’eredità che lasciamo agli altri e sulla possibilità di riscrivere la propria esistenza attraverso l’ascolto e la relazione. Una pièce delicata e coinvolgente, un inno alla trasmissione del sapere, alla libertà e alla forza dell’amore nelle sue forme più profonde.

 Dal 10 al 22 novembre 2026 | Sala Grande

IL BERRETTO A SONAGLI - di LUIGI PIRANDELLO regia ANDREA BARACCO con SILVIO ORLANDO e con (in o.a.) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti

In scena uno tra i testi più acuti e spietati di Pirandello per una commedia in cui il grottesco e il tragico convivono fino a confondersi. Al suo primo incontro teatrale con il grande autore siciliano, Silvio Orlando dà voce e profondità a un personaggio «arcivivo», «strapieno di tragica umanità». Umiliato e infangato dal giudizio del mondo, Ciampa oppone all’ottusità degli altri un’ironia feroce e disarmante, prima di sprofondare nella dolorosa consapevolezza che la verità, da sola, non basta a cambiare le regole del vivere sociale. Un classico che trova nella regia di Andrea Baracco tutta la sua potenza teatrale, la sua anima più viscerale e una sorprendente attualità: un Pirandello vivo, corrosivo e inquieto, sospeso tra commedia nera e thriller psicologico, capace di mettere il pubblico con le spalle al muro davanti all’ipocrisia, al conformismo e alla violenza nascosti dietro il decoro delle convenzioni.

 Dal 24 al 29 novembre 2026 | Sala Grande

PAZZA - di TOM TOPOR adattamento e regia FABRIZIO CONIGLIO con VANESSA GRAVINA e NICOLA RIGNANESE e con (in o.a.) Riccardo Barbera, Fabrizio Coniglio, Massimo Rigo, Gloria Sapio

Accusata dell’omicidio di un cliente, la prostituta d’alto bordo Claudia rischia venticinque anni di carcere. Per evitare lo scandalo, la sua famiglia tenta di farla dichiarare incapace di intendere e di volere, ma la donna rifiuta questa via di fuga e sceglie di affrontare il processo. Debuttato a Broadway nel 1980 e reso celebre dal film con Barbra Streisand, Pazza conserva una sorprendente attualità, mettendo a nudo i meccanismi con cui la società scredita e silenzia le donne vittime di abusi. Vanessa Gravina restituisce con intensità la rabbia, la fragilità e la forza della protagonista che, dall'aula del tribunale, fa emergere traumi e verità taciute. Accanto a lei, Nicola Rignanese è l’avvocato che, con ostinazione e umanità, smonta i pregiudizi che la imprigionano, restituendole dignità e voce. Un dramma giudiziario teso e coinvolgente che attraversa dolore, discriminazione e vergogna sociale, trasformando il processo in un’indagine sulle responsabilità collettive di fronte alla violenza di genere

 Dal 9 al 13 dicembre 2026 | Sala Grande

TUTTI GLI UOMINI CHE NON SONO tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi di e con PAOLO CALABRESI e con Carolina Di Domenico

San Siro, Milan - Roma, un attore travestito da Nicolas Cage viene accolto come una vera star. Da questo equivoco inizia il racconto di Paolo che, in risposta a una serie di traumi e lutti familiari, arriva a impersonare celebri personaggi ingannando tutti. Tra filmati originali e materiali inediti dei suoi “falsi” – da John Turturro a Marilyn Manson – la scena si trasforma in una travolgente commedia della realtà, attraversata da un’irresistibile autoironia. Calabresi svela questo suo gioco pirandelliano e, insieme, le conseguenze profonde che ha avuto sulla sua vita e i suoi affetti. Ne nasce una riflessione intensa, e spesso esilarante, sullo smarrimento dell’identità e sulle sorprendenti invenzioni che il dolore può generare. Quanto è fragile l'identità contemporanea? E quanto siamo disperati per arrivare a fingere di essere qualcun altro, sui social, allo stadio e perfino al bar?

 Dal 12 al 17 gennaio 2027 | Sala Grande

L'ULTIMO NASTRO DI KRAPP di SAMUEL BECKETT traduzione Carlo Fruttero

PRESS CONFERENCE di HAROLD PINTER traduzione Alessandra Serra regia ROBERTO ANDÒ con RENATO CARPENTIERI

Intrecciando l’intimità poetica di Beckett alla graffiante satira politica di Pinter, Roberto Andò porta in scena la responsabilità etica della parola. E lo fa scegliendo due solitudini speculari: quella di Krapp – l'uomo smarrito nei labirinti del tempo che ascoltando la propria voce registrata trent’anni prima si confronta con il fantasma di sé stesso – e quella di un gelido portavoce governativo.

Per Beckett la memoria è ancora possibile seppur dolente e frammentata, un campo di battaglia sospeso tra ironia e struggimento in cui la parola diventa archivio, traccia, residuo. In Press Conference di Pinter, invece, la memoria è cancellata dal potere: i meccanismi della comunicazione politica e la manipolazione del linguaggio emergono come strumento di controllo del governo sulla società. In scena un apologo pungente sul linguaggio come spietata arma di sottomissione.

Dal 19 al 24 gennaio 2027 | Sala Grande

IL MEDICO DEI PAZZI di Eduardo Scarpetta adattamento e regia Leo Muscato, con Gianfelice e con (in o.a.) Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio Fiorillo, Giorgio Pinto, Arianna Primavera, Giuseppe Rispoli, Ingrid Sansone, Michele Schiano Di Cola.

Leo Muscato porta in scena la maschera immortale di Sciosciammocca. Scritta nel 1908, ’O miedeco d’é pazze rivive in una brillante versione ambientata nella Napoli degli anni ‘70 e ‘80. il manicomio più esilarante del teatro italiano! Don Felice, ricco e ingenuo proprietario terriero, arriva in città convinto di visitare il manicomio diretto dal nipote Ciccillo, per anni mantenuto agli studi. In realtà, il giovane ha sperperato il denaro tra divertimenti e gioco d’azzardo. Colto alla sprovvista dalla visita dello zio, trasforma la Pensione Stella in un improbabile istituto psichiatrico, coinvolgendo gli eccentrici ospiti in una girandola di equivoci e situazioni paradossali. Tra pantaloni a zampa e musiche d’epoca, tornano in vita pagine teatrali entrate nella memoria del teatro napoletano. Imparato domina la scena di un lavoro corale che, dietro una comicità travolgente, riflette sulla follia non come patologia, ma come maschera, spesso più autentica della presunta normalità.

Dal 26 al 31 gennaio 2027 | Sala Grande

RICCARDO III di WILLIAM SHAKESPEARE riduzione e adattamento ANGELA DEMATTÉ regia ANDREA CHIODI con MARIA PAIATO e con Emanuele Arrigazzi, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanni Franzoni, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Giuseppina Turra, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo.

L’inesauribile talento di Maria Paiato incontra il più seducente e inquietante dei tiranni shakespeariani. Una potente interpretazione en travesti come scelta radicale per staccare il personaggio di Riccardo III dal puro realismo storico e trasformarlo in un archetipo universale, restituendo al testo originale tutta la sua cruda essenza. Il regista Andrea Chiodi mette al centro della scena la figura magnetica di Riccardo/Paiato, una creatura la cui deformità fisica si fa motore di un'indomabile forza negativa. La sua totale fedeltà al proprio destino malvagio suscita, nonostante la ferocia, un fascino ambiguo e senza tempo, capace di trascinare lo spettatore in un abisso ipnotico.

Dal 2 al 4 febbraio 2027 | Sala Grande

PROMETEO da ESCHILO

Gabriele Vacis rilegge il capolavoro di Eschilo trasformandolo in un’esperienza teatrale radicale e sorprendentemente attuale. Prometeo, il titano che sfida Zeus donando il fuoco agli esseri umani, diventa l’archetipo della conoscenza scientifica e tecnologica liberata dalle catene della superstizione e dell’ignoranza. In scena, lo stesso Vacis accompagna gli spettatori dentro il mito, intrecciando le parole dell’antica tragedia a riflessioni sul presente, sul progresso, sul conflitto tra gene razioni e sul rapporto tra libertà e potere. Il palco, quasi completamente spoglio, si riempie di corpi, voci e canti della giovane compagnia. Danze, musiche e lingue ancestrali costruiscono un coro ipnotico e senza tempo, sospeso tra rito arcaico e teatro contemporaneo. Salutato come «una pagina formidabile della recente storia teatrale», lo spettacolo ha conquistato pubblico e critica per la sua capacità di fondere racconto, tragedia, musica e performance in un’unica, potente esperienza scenica

Dal 5 al 7 febbraio 2027 | Sala Grande

ANTIGONE E I SUOI FRATELLI da SOFOCLE ed EURIPIDE - DUE SPETTACOLI di GABRIELE VACIS con le attrici e gli attori di Potenziali Evocati Multimediali /PoEM Impresa Sociale produzione PoEM impresa sociale

Con Antigone e i suoi fratelli, Gabriele Vacis attraversa due capolavori della tragedia greca – Antigone di Sofocle e Le Fenicie di Euripide – per restituire tutta la complessità di una figura che da oltre duemila anni continua a interrogare il nostro presente. Il mito s’intreccia alle domande della contemporaneità: cosa è davvero giusto? Per cosa vale la pena vivere? Per cosa saremmo disposti a morire? Attraversando i secoli, questa figura immortale – rivoluzionaria per alcuni, conservatrice per altri – si fa specchio crudele delle nostre contraddizioni. E con la presenza di giovanissimi interpreti, il mito incendia ancor più il presente, diventando «inquietudine di una generazione» chiamata a confrontarsi con le grandi questioni del proprio tempo. Vacis guida una indagine collettiva sul senso della responsabilità, della libertà e dell’appartenenza.

 Dal 9 al 14 febbraio 2027 | Sala Grande

NESSUNO. LE AVVENTURE DI ULISSE di EMANUELE ALDROVANDI adattamento e regia DANIELE FINZI PASCA con STEFANO ACCORSI e con Francesca Del Duca

Non il guerriero celebrato dal mito, ma un uomo attraversato da dubbi, desideri, nostalgia e amore. È questo l’Ulisse interpretato da Stefano Accorsi nella visionaria regia di Daniele Finzi Pasca, che trasforma l’Odissea in una storia di memoria, fragilità e ritorno di un uomo determinato a ricomporre i frammenti della propria identità. In uno spazio scenico in continua trasformazione, tra narrazione, musica dal vivo e immagini di straordinaria potenza evocativa, nasce uno spettacolo salutato dalla critica come «potente, affascinante, catalizzante». Con il suo linguaggio so speso tra teatro e sogno, Nessuno è capace di restituire a Ulisse ciò che lo rende immortale: non l’eroismo, ma la sua irriducibile umanità. Il suo viaggio diventa qui metafora di ogni cammino umano fatto di smarrimenti, incontri e infinite trasformazioni.

 Dal 18 al 21 febbraio 2027 | Sala Grande

L’ATTRICE SPETTACOLO IN UN PROLOGO E 8 QUADRI testo e regia GIACOMO BATTIATO con CRISTIANA CAPOTONDI e con Marco Quaglia e Anna Zaneva

La travolgente e scandalosa esistenza di Angelica Pavan che, nata in una stalla veneta durante le invasioni napoleoniche e figlia di guitti, diventa una diva del teatro ottocentesco. A prestare il volto a questa figura romanzesca, Cristiana Capotondi che, in otto quadri, ripercorre la sua vita e i suoi amori. Al suo fianco, due attori interpretano le sette figure decisive della sua vita. Basato su eventi storici reali, lo spettacolo si rivela una rocambolesca corsa tra commedia e tragedia, dove realtà e palcoscenico finiscono per confondersi. Un profondo omaggio al teatro – dal volgare al sublime, dalla Commedia dell'Arte a Shakespeare – capace di restituirci la Storia degli anni in cui l’Italia si libera e si unisce. Perché, se non la si guarda e non la si ricorda, la Storia si ripete in peggio. E Angelica Pavan lo sa.

Dal 23 al 28 febbraio 2027 | Sala Grande

FINALE DI PARTITA di SAMUEL BECKETT traduzione Carlo Fruttero regia GABRIELE RUSSO con Michele Di Mauro, Giuseppe Sartori, Alessio Piazza, Anna Rita Vitolo

Sembra un quadro di Hopper questo Finale di partita: una casa, corpi trattenuti e una quotidianità consumata dal tempo. Ma sotto quell’apparente immobilità si muove una rete di affetti, dipendenze e conflitti che rivela tutta la contemporaneità di Beckett. La famiglia è l’epicentro sismico del dramma: una prigione e insieme un rifugio dei due protagonisti. Hamm, cieco e immobile, e Clov, condannato a muoversi per entrambi, vivono incastrati in un'architettura di corpi indissolubile, sospesi tra di pendenza e amore distruttivo, eterni giocatori di una partita a scacchi che non prevede una fine. Tra le mura di una casa decadente e impoverita, l’Assurdo lascia il metafisico per divenire condizione quotidiana, fatta di gesti ripetitivi e relazioni tossiche, dolorosamente reali. Rompendo la metrica tradizionale dell'autore a favore di un battito puramente emotivo, la regia trasforma la messinscena in un tentativo – di sperato e tenerissimo – di restare umani, insieme, fino all'ultimo.

Dal 2 al 7 marzo 2027 | Sala Grande

LE SMANIE DELLA VILLEGGIATURA di CARLO GOLDONI regia GIORGIO SANGATI con (in o. a.) Agnese Sofia Bonato, Nicola Bortolotti, Cosimo Grilli, Valerio Mazzucato, Luca Passera, Ottavia Sanfilippo, Sara Zoia e attori in via di definizione.

Commedia brillante, feroce e amarissima. Dietro i “pazzi preparativi” per la partenza in campagna, Goldoni dipinge una società che corre incessante mente: si parte perché tutti partono, si spende perché tutti spendono. Sullo sfondo di una Livorno nevrotica, la corsa verso le vacanze diventa lo status symbol di una borghesia viziata e amorale, impegnata nel disperato tentativo di ostentare ciò che non può permettersi. Più che i singoli personaggi, a essere patologica è l'intera società: precaria, indebitata e dominata da un'iperattività ansiosa in cui si esiste solo se si viene visti. Tra padri pavidi e figli aggressivi, emerge il ritratto impietoso di un universo senza amore né futuro: il tempo sembra accelerare senza condurre da nessuna parte, mentre gli affetti si trasformano in negoziazioni e le convenienze prendono il posto delle convinzioni: l’amore fatica a trovare spazio. In questo affanno collettivo, spicca la determinazione straordinaria di Giacinta, figura rivoluzionaria capace di rovesciare il modello patriarcale prima che cali il sipario sulle illusioni di tutti. Una macchina scenica perfetta, tanto comica quanto grottesca, in cui le smanie dei personaggi diventano lo specchio di una società fragile e incapace di desiderare davvero.

 Dal 10 al 14 marzo 2027 | Sala Grande

23 ORE E MEZZA di CAREY CRIM regia DAVIDE SACCO con GIORGIO MARCHESI e DENIZ OZDOGAN e con (in o.a.) Tommaso Bernabeo, Elisa Lucarelli

Basta uno sguardo diverso, una nuova prospettiva, perché tutto cambi. In scena un tesissimo dramma contemporaneo che trasforma il palcoscenico in un ring dove ogni parola e ogni silenzio possono assolvere o condannare. Il ritorno a casa di Tom, dopo una condanna per condotta sessuale illecita con una minorenne, squarcia la quiete di una comunità americana e fa implodere le mura domestiche. Mentre la moglie Leigh si aggrappa alla fiducia nel marito per 23 ore e mezza al giorno, è quell'ultima mezz'ora di dubbio a dettare il ritmo di una messinscena concepita come uno scontro relazionale senza sconti. La casa, spazio apparentemente quotidiano, familiare, rassicurante, lentamente si deforma sotto gli occhi dello spettatore diventando tribunale, prigione, campo di battaglia. In un perimetro emotivo dal quale è impossibile uscire indenni, i protagonisti si affrontano, si accusano e si proteggono. Ogni dialogo diventa un round, in un continuo slittamento percettivo che trasforma la storia di una sopravvivenza familiare nella cronaca di una vertigine collettiva. Una riflessione scomoda e potente sulla percezione della realtà che interroga, non su cosa sia accaduto davvero, ma sul peso delle nostre convinzioni.

 Dal 17 al 21 marzo 2027 | Sala Grande

ODISSEA di e con MARIO PERROTTA collaborazione alla regia Paola Roscioli musiche eseguite dal vivo da Mario Arcari (oboe, clarinetto, batteria) e Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba)

“Questa sera mi affitto due musicisti, li porto nella piazza del paese e faccio il botto! Stasera succede un casino” ... così entra in scena Telemaco”.

Con il viso coperto di biacca e una giacca da varietà, l’affabulatore Perrotta invade la scena con questa personalissima riscrittura dell’Odissea. Lo sguardo si sposta dall’eroe a Telemaco, figlio di un Ulisse mai visto, per il quale il padre è solo un racconto della gente, un eroe plasmato a proprio piacimento. Tra mito e memoria, Omero incontra il Salento contemporaneo: le avventure di ciclopi, sirene e naufragi si intrecciano ai paesaggi del Sud, ai dialetti, alle storie di paese e alla malinconia di chi cerca una risposta all’assenza. In scena, parola, musica e racconto popolare dialogano con la grande epica classica in una partitura teatrale intensa e visionaria. Il poema del ritorno diventa qui una riflessione universale sull’eredità, sull’identità e sul bisogno di appartenere a una storia.

 Dal 4 al 9 maggio 2027 | Sala Grande

UNO, NESSUNO E CENTOMILA di LUIGI PIRANDELLO adattamento e regia DOMENICO PINELLI con MARIO AUTORE, ANNA IODICE, DOMENICO PINELLI e con (in o.a.) Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace.

Cosa accade quando un uomo scopre che non è la persona che ha sempre creduto di essere? Basta una banale osservazione della moglie sul suo naso leggermente storto perché Vitangelo Moscarda precipiti in una crisi senza ritorno. L’immagine che ha di sé s'incrina all’improvviso e lascia emergere una verità insopportabile: per ogni persona che incontra, esiste un Vitangelo diverso. Ha così inizio la sua ossessione febbrile e la sua battaglia tanto comica quanto feroce, contro tutte le forme che lo imprigionano. Deciso a liberarsi dalle immagini che gli altri hanno costruito di lui, Moscarda sfida convenzioni, relazioni e certezze, convinto di poter distruggere le maschere del passato e costruirne di nuove. Ma più cerca di affermare una verità definitiva su sè stesso, più si smarrisce in un labirinto di identità inconciliabili. Tra equivoci, provocazioni e paradossi, Pirandello costruisce una delle sue opere più sorprendenti. A trasformare il suo celebre romanzo in una commedia vertiginosa, una compagnia affiatata, già apprezzata la scorsa stagione al Parenti in Ditegli sempre di sì. Uno spettacolo dinamico, corale e profondamente teatrale sull’identità, sulla follia e sull’impossibilità di sottrarsi allo sguardo degli altri.

 INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI presso la Segreteria di ForeverEdison – GES Gruppo Edison Seniores - al n. 02 62228641 – mail: daniela.segalina@edison.it