ABBONAMENTO LIBERO - 8 Spettacoli – Settore B
a scelta su tutto il
cartellone da Ottobre 2026 a Luglio 2027 (salvo diversa indicazione)
144 euro anziché 160 euro (18 euro a spettacolo)
Nominale non cedibile
DI COPPIA – (8x2)
288 euro anziché 320 euro (18 euro a spettacolo)
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ABBONAMENTO
5 Spettacoli – Settore B
Valido solo per le
repliche del martedì e del mercoledì e per i titoli presenti nell’opuscolo,
esclusi: Tutti gli uomini che non sono, Nessuno. Le avventure di Ulisse
90 euro (18 euro a spettacolo)
Nominale non cedibile
DI COPPIA – (5x2)
180 euro (18 euro a
spettacolo)
Nominale – Settore B
Da usare con chi
vuoi, anche la stessa sera, per lo stesso spettacolo
a scelta su tutto il
cartellone da Ottobre 2026 a Luglio 2027 (salvo diversa indicazione)
4 INGRESSI
84 euro anziché 96
euro (21 euro a spettacolo)
6 INGRESSI
123 euro anziché
138 euro (20,50 euro a spettacolo)
8 INGRESSI
160 euro anziché
176 euro (20 euro a spettacolo)
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STAGIONE
2026 - 2027
ARRIVATO A QUESTO PUNTO – di e
con Gioele Dix
Che succede quando i nostri ricordi
cominciano a sbiadire o a disperdersi? A quali espedienti ricorrere per non
dimenticare fatti e parole del nostro passato, sia remoto che prossimo? Nel suo
nuovo spettacolo Gioele Dix affronta in scioltezza il tema della memoria e
delle sue intermittenze. Il protagonista ricostruisce la propria identità
attraverso i suoni, le musiche e persino i rumori che gli appartengono.
Passando da una barzelletta incompiuta ai racconti del padre superstite
dell’olocausto, mescolando voci umane ed effetti sonori, dolci sinfonie e
ronzii molesti, Dix mette in scena un’intensa, ironica indagine interiore in
cui è possibile, persino benefico specchiarsi. E rende omaggio al teatro,
antica arte capace di evocare senza l’uso (e l’abuso) di immagini. Proteggendo
con umorismo i sentimenti dalla retorica, invita a ridere delle proprie
fragilità per riconciliarsi con la vita… almeno fi no alla prossima amnesia.
COST OF LIVING di Martyna Majok - regia RAPHAEL TOBIA
VOGEL con (in o.a.) SARA BERTELÀ, FILIPPO LAI, PIETRO MICCI, MARTINA SAMMARCO
Vincitore del Premio Pulitzer 2018 per la
Drammaturgia, Cost of Living dell'autrice polacco-americana Martyna Majok,
scardina gli stereotipi legati alla disabilità e indaga le relazioni di
dipendenza, cura e bisogno che attraversano ogni esistenza. Con una scrittura
lucida, ironica e profondamente umana, il testo esplora, attraverso due storie
speculari, temi quali la dignità, il privilegio, la solitudine e il costo della
vita in termini economici, ma soprattutto emotivi. Eddie, un camionista
disoccupato, e l'ex moglie Ani, si ritrovano dopo che un incidente l’ha resa
tetraplegica. Parallelamente John, brillante dottorando affetto da paralisi
cerebrale, assume come assistente Jess, una giovane donna alle prese con le
proprie fragilità. Due relazioni fondate sulla cura e sulla reciproca
dipendenza diventano il terreno su cui si misurano desiderio di autonomia,
bisogno dell’altro e ricerca di dignità. La regia di Raphael Tobia Vogel,
asciutta e rigorosa, sostiene con sensibilità la complessità della scrittura. La
straordinaria intesa tra i quattro interpreti restituisce tutta l’umanità di
personaggi profondamente veri e contraddittori e di un testo tra i più
significativi della drammaturgia contemporanea.
INSIEME – testo e regia FABIO
MARRA con LAURA MORANTE e con Eugenia Costantini, Fabio Marra, Sonia
Palau.
Laura Morante protagonista di un testo che ha
consacrato Fabio Marra come una delle voci più originali della drammaturgia
europea contemporanea. Premio Molière, tradotto in quattordici lingue e
rappresentato nei teatri di tutto il mondo, Insieme ha conquistato pubblico e
critica grazie a uno sguardo profondo e umano sulle relazioni familiari. Una
madre che ha dedicato la vita a suo figlio Michele, un ragazzo con disabilità e
una figlia cresciuta all’ombra di quell’amore esclusivo compongono il nucleo di
una famiglia attraversata da fragilità, incomprensioni e legami profondissimi.
In questa storia intima e universale, Fabio Marra affronta senza ipocrisie il
tema della disabilità, interrogandosi sul significato di normalità, sul bisogno
di essere accolti e sulla capacità di superare paure e pregiudizi scardinando
l'obbligo di essere normali a tutti i costi.
Dal 3 15 novembre 2026 | Sala Blu
LEZIONE D’AMORE – Sinfonia di
un incontro -
uno
spettacolo di ANDRÉE RUTH SHAMMAH testo di Andrée Ruth Shammah e Federica Di
Rosa - Produzione Teatro Franco Parenti “… pensando a Harold e Maude e a Madame
Pylinska e il segreto di Chopin” con MILENA VUKOTIC, Federico De Giacomo e
Andrea Soffiantini
Dopo il successo registrato per ben tre
stagioni, torna il poetico e commovente spettacolo di Andrée Ruth Shammah
scritto per la grazia e la sensibilità di Milena Vukotic. In una Parigi sospesa
tra sogno e memoria, l’incontro tra Madame A., ex musicista dalla vitalità
contagiosa, e un giovane smarrito – Federico De Giacomo – dà vita a un inatteso
percorso di crescita reciproca. Tra parole, silenzi e musica, lo spettacolo
riflette sul tempo che passa, sull’eredità che lasciamo agli altri e sulla
possibilità di riscrivere la propria esistenza attraverso l’ascolto e la
relazione. Una pièce delicata e coinvolgente, un inno alla trasmissione del
sapere, alla libertà e alla forza dell’amore nelle sue forme più profonde.
IL BERRETTO A SONAGLI - di LUIGI PIRANDELLO regia ANDREA BARACCO
con SILVIO ORLANDO e con (in o.a.) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca
Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
In scena uno tra i testi più acuti e spietati
di Pirandello per una commedia in cui il grottesco e il tragico convivono fino
a confondersi. Al suo primo incontro teatrale con il grande autore siciliano,
Silvio Orlando dà voce e profondità a un personaggio «arcivivo», «strapieno di
tragica umanità». Umiliato e infangato dal giudizio del mondo, Ciampa oppone
all’ottusità degli altri un’ironia feroce e disarmante, prima di sprofondare
nella dolorosa consapevolezza che la verità, da sola, non basta a cambiare le
regole del vivere sociale. Un classico che trova nella regia di Andrea Baracco
tutta la sua potenza teatrale, la sua anima più viscerale e una sorprendente
attualità: un Pirandello vivo, corrosivo e inquieto, sospeso tra commedia nera
e thriller psicologico, capace di mettere il pubblico con le spalle al muro
davanti all’ipocrisia, al conformismo e alla violenza nascosti dietro il decoro
delle convenzioni.
PAZZA - di TOM TOPOR
adattamento e regia FABRIZIO CONIGLIO con VANESSA GRAVINA e NICOLA RIGNANESE e
con (in o.a.) Riccardo Barbera, Fabrizio Coniglio, Massimo Rigo, Gloria Sapio
Accusata dell’omicidio di un cliente, la
prostituta d’alto bordo Claudia rischia venticinque anni di carcere. Per
evitare lo scandalo, la sua famiglia tenta di farla dichiarare incapace di
intendere e di volere, ma la donna rifiuta questa via di fuga e sceglie di
affrontare il processo. Debuttato a Broadway nel 1980 e reso celebre dal film
con Barbra Streisand, Pazza conserva una sorprendente attualità, mettendo a
nudo i meccanismi con cui la società scredita e silenzia le donne vittime di
abusi. Vanessa Gravina restituisce con intensità la rabbia, la fragilità e la
forza della protagonista che, dall'aula del tribunale, fa emergere traumi e
verità taciute. Accanto a lei, Nicola Rignanese è l’avvocato che, con
ostinazione e umanità, smonta i pregiudizi che la imprigionano, restituendole
dignità e voce. Un dramma giudiziario teso e coinvolgente che attraversa
dolore, discriminazione e vergogna sociale, trasformando il processo in
un’indagine sulle responsabilità collettive di fronte alla violenza di genere
TUTTI GLI UOMINI CHE NON SONO tratto dal libro
omonimo di Paolo Calabresi di e con PAOLO CALABRESI e con Carolina Di Domenico
San Siro, Milan - Roma, un attore travestito
da Nicolas Cage viene accolto come una vera star. Da questo equivoco inizia il
racconto di Paolo che, in risposta a una serie di traumi e lutti familiari,
arriva a impersonare celebri personaggi ingannando tutti. Tra filmati originali
e materiali inediti dei suoi “falsi” – da John Turturro a Marilyn Manson – la
scena si trasforma in una travolgente commedia della realtà, attraversata da
un’irresistibile autoironia. Calabresi svela questo suo gioco pirandelliano e,
insieme, le conseguenze profonde che ha avuto sulla sua vita e i suoi affetti.
Ne nasce una riflessione intensa, e spesso esilarante, sullo smarrimento
dell’identità e sulle sorprendenti invenzioni che il dolore può generare.
Quanto è fragile l'identità contemporanea? E quanto siamo disperati per
arrivare a fingere di essere qualcun altro, sui social, allo stadio e perfino
al bar?
L'ULTIMO NASTRO DI KRAPP di SAMUEL BECKETT traduzione Carlo
Fruttero
PRESS CONFERENCE di HAROLD PINTER traduzione Alessandra
Serra regia ROBERTO ANDÒ con RENATO CARPENTIERI
Intrecciando l’intimità poetica di Beckett
alla graffiante satira politica di Pinter, Roberto Andò porta in scena la
responsabilità etica della parola. E lo fa scegliendo due solitudini speculari:
quella di Krapp – l'uomo smarrito nei labirinti del tempo che ascoltando la
propria voce registrata trent’anni prima si confronta con il fantasma di sé
stesso – e quella di un gelido portavoce governativo.
Per Beckett la memoria è ancora possibile
seppur dolente e frammentata, un campo di battaglia sospeso tra ironia e
struggimento in cui la parola diventa archivio, traccia, residuo. In Press
Conference di Pinter, invece, la memoria è cancellata dal potere: i meccanismi
della comunicazione politica e la manipolazione del linguaggio emergono come
strumento di controllo del governo sulla società. In scena un apologo pungente
sul linguaggio come spietata arma di sottomissione.
Dal 19 al 24 gennaio 2027 | Sala Grande
IL MEDICO DEI PAZZI di Eduardo Scarpetta
adattamento e regia Leo Muscato, con Gianfelice e con (in o.a.) Luigi Bignone,
Giuseppe Brunetti, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio
Fiorillo, Giorgio Pinto, Arianna Primavera, Giuseppe Rispoli, Ingrid Sansone,
Michele Schiano Di Cola.
Leo Muscato porta in scena la maschera
immortale di Sciosciammocca. Scritta nel 1908, ’O miedeco d’é pazze rivive in
una brillante versione ambientata nella Napoli degli anni ‘70 e ‘80. il
manicomio più esilarante del teatro italiano! Don Felice, ricco e ingenuo
proprietario terriero, arriva in città convinto di visitare il manicomio
diretto dal nipote Ciccillo, per anni mantenuto agli studi. In realtà, il
giovane ha sperperato il denaro tra divertimenti e gioco d’azzardo. Colto alla
sprovvista dalla visita dello zio, trasforma la Pensione Stella in un improbabile
istituto psichiatrico, coinvolgendo gli eccentrici ospiti in una girandola di
equivoci e situazioni paradossali. Tra pantaloni a zampa e musiche d’epoca,
tornano in vita pagine teatrali entrate nella memoria del teatro napoletano.
Imparato domina la scena di un lavoro corale che, dietro una comicità
travolgente, riflette sulla follia non come patologia, ma come maschera, spesso
più autentica della presunta normalità.
Dal 26 al 31 gennaio 2027 | Sala Grande
RICCARDO III di WILLIAM SHAKESPEARE
riduzione e adattamento ANGELA DEMATTÉ regia ANDREA CHIODI con MARIA PAIATO e
con Emanuele Arrigazzi, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanni
Franzoni, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Giuseppina Turra, Lorenzo Vio,
Carlotta Viscovo.
L’inesauribile talento di Maria Paiato
incontra il più seducente e inquietante dei tiranni shakespeariani. Una potente
interpretazione en travesti come scelta radicale per staccare il personaggio di
Riccardo III dal puro realismo storico e trasformarlo in un archetipo
universale, restituendo al testo originale tutta la sua cruda essenza. Il
regista Andrea Chiodi mette al centro della scena la figura magnetica di
Riccardo/Paiato, una creatura la cui deformità fisica si fa motore di
un'indomabile forza negativa. La sua totale fedeltà al proprio destino malvagio
suscita, nonostante la ferocia, un fascino ambiguo e senza tempo, capace di
trascinare lo spettatore in un abisso ipnotico.
Dal 2 al 4 febbraio 2027 | Sala Grande
PROMETEO da ESCHILO
Gabriele Vacis rilegge il capolavoro di
Eschilo trasformandolo in un’esperienza teatrale radicale e sorprendentemente
attuale. Prometeo, il titano che sfida Zeus donando il fuoco agli esseri umani,
diventa l’archetipo della conoscenza scientifica e tecnologica liberata dalle
catene della superstizione e dell’ignoranza. In scena, lo stesso Vacis
accompagna gli spettatori dentro il mito, intrecciando le parole dell’antica
tragedia a riflessioni sul presente, sul progresso, sul conflitto tra gene
razioni e sul rapporto tra libertà e potere. Il palco, quasi completamente
spoglio, si riempie di corpi, voci e canti della giovane compagnia. Danze,
musiche e lingue ancestrali costruiscono un coro ipnotico e senza tempo,
sospeso tra rito arcaico e teatro contemporaneo. Salutato come «una pagina
formidabile della recente storia teatrale», lo spettacolo ha conquistato
pubblico e critica per la sua capacità di fondere racconto, tragedia, musica e
performance in un’unica, potente esperienza scenica
Dal 5 al 7 febbraio 2027 | Sala Grande
ANTIGONE E I SUOI FRATELLI da
SOFOCLE ed EURIPIDE -
DUE SPETTACOLI di GABRIELE VACIS con le attrici e gli attori di Potenziali
Evocati Multimediali /PoEM Impresa Sociale produzione PoEM impresa sociale
Con Antigone e i suoi fratelli, Gabriele
Vacis attraversa due capolavori della tragedia greca – Antigone di Sofocle e Le
Fenicie di Euripide – per restituire tutta la complessità di una figura che da
oltre duemila anni continua a interrogare il nostro presente. Il mito
s’intreccia alle domande della contemporaneità: cosa è davvero giusto? Per cosa
vale la pena vivere? Per cosa saremmo disposti a morire? Attraversando i
secoli, questa figura immortale – rivoluzionaria per alcuni, conservatrice per
altri – si fa specchio crudele delle nostre contraddizioni. E con la presenza
di giovanissimi interpreti, il mito incendia ancor più il presente, diventando
«inquietudine di una generazione» chiamata a confrontarsi con le grandi
questioni del proprio tempo. Vacis guida una indagine collettiva sul senso
della responsabilità, della libertà e dell’appartenenza.
NESSUNO. LE AVVENTURE DI ULISSE di EMANUELE ALDROVANDI
adattamento e regia DANIELE FINZI PASCA con STEFANO ACCORSI e con Francesca Del
Duca
Non il guerriero celebrato dal mito, ma un
uomo attraversato da dubbi, desideri, nostalgia e amore. È questo l’Ulisse
interpretato da Stefano Accorsi nella visionaria regia di Daniele Finzi Pasca,
che trasforma l’Odissea in una storia di memoria, fragilità e ritorno di un
uomo determinato a ricomporre i frammenti della propria identità. In uno spazio
scenico in continua trasformazione, tra narrazione, musica dal vivo e immagini
di straordinaria potenza evocativa, nasce uno spettacolo salutato dalla critica
come «potente, affascinante, catalizzante». Con il suo linguaggio so speso tra
teatro e sogno, Nessuno è capace di restituire a Ulisse ciò che lo rende
immortale: non l’eroismo, ma la sua irriducibile umanità. Il suo viaggio
diventa qui metafora di ogni cammino umano fatto di smarrimenti, incontri e
infinite trasformazioni.
L’ATTRICE SPETTACOLO IN UN PROLOGO
E 8 QUADRI testo
e regia GIACOMO BATTIATO con CRISTIANA CAPOTONDI e con Marco Quaglia e Anna
Zaneva
La travolgente e scandalosa esistenza di
Angelica Pavan che, nata in una stalla veneta durante le invasioni napoleoniche
e figlia di guitti, diventa una diva del teatro ottocentesco. A prestare il
volto a questa figura romanzesca, Cristiana Capotondi che, in otto quadri,
ripercorre la sua vita e i suoi amori. Al suo fianco, due attori interpretano
le sette figure decisive della sua vita. Basato su eventi storici reali, lo
spettacolo si rivela una rocambolesca corsa tra commedia e tragedia, dove
realtà e palcoscenico finiscono per confondersi. Un profondo omaggio al teatro
– dal volgare al sublime, dalla Commedia dell'Arte a Shakespeare – capace di
restituirci la Storia degli anni in cui l’Italia si libera e si unisce. Perché,
se non la si guarda e non la si ricorda, la Storia si ripete in peggio. E
Angelica Pavan lo sa.
Dal 23 al 28 febbraio 2027 | Sala Grande
FINALE DI PARTITA di SAMUEL BECKETT
traduzione Carlo Fruttero regia GABRIELE RUSSO con Michele Di Mauro, Giuseppe
Sartori, Alessio Piazza, Anna Rita Vitolo
Sembra un quadro di Hopper questo Finale di
partita: una casa, corpi trattenuti e una quotidianità consumata dal tempo. Ma
sotto quell’apparente immobilità si muove una rete di affetti, dipendenze e
conflitti che rivela tutta la contemporaneità di Beckett. La famiglia è
l’epicentro sismico del dramma: una prigione e insieme un rifugio dei due
protagonisti. Hamm, cieco e immobile, e Clov, condannato a muoversi per
entrambi, vivono incastrati in un'architettura di corpi indissolubile, sospesi
tra di pendenza e amore distruttivo, eterni giocatori di una partita a scacchi
che non prevede una fine. Tra le mura di una casa decadente e impoverita,
l’Assurdo lascia il metafisico per divenire condizione quotidiana, fatta di
gesti ripetitivi e relazioni tossiche, dolorosamente reali. Rompendo la metrica
tradizionale dell'autore a favore di un battito puramente emotivo, la regia
trasforma la messinscena in un tentativo – di sperato e tenerissimo – di
restare umani, insieme, fino all'ultimo.
Dal 2 al 7 marzo 2027 | Sala Grande
LE SMANIE DELLA VILLEGGIATURA di CARLO GOLDONI regia
GIORGIO SANGATI con (in o. a.) Agnese Sofia Bonato, Nicola Bortolotti, Cosimo
Grilli, Valerio Mazzucato, Luca Passera, Ottavia Sanfilippo, Sara Zoia e attori
in via di definizione.
Commedia brillante, feroce e amarissima.
Dietro i “pazzi preparativi” per la partenza in campagna, Goldoni dipinge una
società che corre incessante mente: si parte perché tutti partono, si spende
perché tutti spendono. Sullo sfondo di una Livorno nevrotica, la corsa verso le
vacanze diventa lo status symbol di una borghesia viziata e amorale, impegnata
nel disperato tentativo di ostentare ciò che non può permettersi. Più che i
singoli personaggi, a essere patologica è l'intera società: precaria, indebitata
e dominata da un'iperattività ansiosa in cui si esiste solo se si viene visti.
Tra padri pavidi e figli aggressivi, emerge il ritratto impietoso di un
universo senza amore né futuro: il tempo sembra accelerare senza condurre da
nessuna parte, mentre gli affetti si trasformano in negoziazioni e le
convenienze prendono il posto delle convinzioni: l’amore fatica a trovare
spazio. In questo affanno collettivo, spicca la determinazione straordinaria di
Giacinta, figura rivoluzionaria capace di rovesciare il modello patriarcale
prima che cali il sipario sulle illusioni di tutti. Una macchina scenica
perfetta, tanto comica quanto grottesca, in cui le smanie dei personaggi
diventano lo specchio di una società fragile e incapace di desiderare davvero.
23 ORE E MEZZA di CAREY CRIM regia
DAVIDE SACCO con GIORGIO MARCHESI e DENIZ OZDOGAN e con (in o.a.) Tommaso
Bernabeo, Elisa Lucarelli
Basta uno sguardo diverso, una nuova
prospettiva, perché tutto cambi. In scena un tesissimo dramma contemporaneo che
trasforma il palcoscenico in un ring dove ogni parola e ogni silenzio possono
assolvere o condannare. Il ritorno a casa di Tom, dopo una condanna per
condotta sessuale illecita con una minorenne, squarcia la quiete di una
comunità americana e fa implodere le mura domestiche. Mentre la moglie Leigh si
aggrappa alla fiducia nel marito per 23 ore e mezza al giorno, è quell'ultima
mezz'ora di dubbio a dettare il ritmo di una messinscena concepita come uno
scontro relazionale senza sconti. La casa, spazio apparentemente quotidiano,
familiare, rassicurante, lentamente si deforma sotto gli occhi dello spettatore
diventando tribunale, prigione, campo di battaglia. In un perimetro emotivo dal
quale è impossibile uscire indenni, i protagonisti si affrontano, si accusano e
si proteggono. Ogni dialogo diventa un round, in un continuo slittamento
percettivo che trasforma la storia di una sopravvivenza familiare nella cronaca
di una vertigine collettiva. Una riflessione scomoda e potente sulla percezione
della realtà che interroga, non su cosa sia accaduto davvero, ma sul peso delle
nostre convinzioni.
ODISSEA di e con MARIO
PERROTTA collaborazione alla regia Paola Roscioli musiche eseguite dal vivo da
Mario Arcari (oboe, clarinetto, batteria) e Maurizio Pellizzari (chitarra,
tromba)
“Questa sera mi affitto due musicisti, li
porto nella piazza del paese e faccio il botto! Stasera succede un casino” ...
così entra in scena Telemaco”.
Con il viso coperto di biacca e una giacca da
varietà, l’affabulatore Perrotta invade la scena con questa personalissima
riscrittura dell’Odissea. Lo sguardo si sposta dall’eroe a Telemaco, figlio di
un Ulisse mai visto, per il quale il padre è solo un racconto della gente, un
eroe plasmato a proprio piacimento. Tra mito e memoria, Omero incontra il
Salento contemporaneo: le avventure di ciclopi, sirene e naufragi si
intrecciano ai paesaggi del Sud, ai dialetti, alle storie di paese e alla
malinconia di chi cerca una risposta all’assenza. In scena, parola, musica e
racconto popolare dialogano con la grande epica classica in una partitura
teatrale intensa e visionaria. Il poema del ritorno diventa qui una riflessione
universale sull’eredità, sull’identità e sul bisogno di appartenere a una
storia.
UNO, NESSUNO E CENTOMILA di LUIGI
PIRANDELLO adattamento
e regia DOMENICO PINELLI con MARIO AUTORE, ANNA IODICE, DOMENICO PINELLI e con
(in o.a.) Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella,
Laura Pagliara, Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena
Starace.
Cosa accade quando un uomo scopre che non è
la persona che ha sempre creduto di essere? Basta una banale osservazione della
moglie sul suo naso leggermente storto perché Vitangelo Moscarda precipiti in
una crisi senza ritorno. L’immagine che ha di sé s'incrina all’improvviso e
lascia emergere una verità insopportabile: per ogni persona che incontra,
esiste un Vitangelo diverso. Ha così inizio la sua ossessione febbrile e la sua
battaglia tanto comica quanto feroce, contro tutte le forme che lo imprigionano.
Deciso a liberarsi dalle immagini che gli altri hanno costruito di lui,
Moscarda sfida convenzioni, relazioni e certezze, convinto di poter distruggere
le maschere del passato e costruirne di nuove. Ma più cerca di affermare una
verità definitiva su sè stesso, più si smarrisce in un labirinto di identità
inconciliabili. Tra equivoci, provocazioni e paradossi, Pirandello costruisce
una delle sue opere più sorprendenti. A trasformare il suo celebre romanzo in
una commedia vertiginosa, una compagnia affiatata, già apprezzata la scorsa
stagione al Parenti in Ditegli sempre di sì. Uno spettacolo dinamico, corale e
profondamente teatrale sull’identità, sulla follia e sull’impossibilità di
sottrarsi allo sguardo degli altri.

